Il Monte Guglielmo si innalza tra la Val Trompia e la sponda bresciana del lago d’Iseo, al confine con la Val Camonica, ed è la vetta più alta della zona prealpina compresa tra i due versanti. Si presenta come un’ampia dorsale erbosa, dolce e aperta, che domina i pascoli sottostanti e si staglia limpida sull’orizzonte. A renderlo inconfondibile è il monumento al Cristo Redentore che ne corona la cima, visibile da lontano e punto di riferimento per generazioni di escursionisti. Il percorso più frequentato parte dall’altopiano di Caregno e sale con pendenza regolare attraverso pineta, malghe e alpeggi, senza difficoltà tecniche. In cima lo sguardo spazia a 360° sulle montagne circostanti e sull’intero lago d’Iseo, con Montisola adagiata al centro delle sue acque.

Dal parcheggio sull’altopiano di Caregno avanziamo un centinaio di metri fino a trovare sulla sinistra la segnaletica. Seguiamo la strada stretta che porta ad un agriturismo “La Valle”. Più avanti inizia il sentiero che sale a tornanti stretti nel folto di una pineta, appena usciti ci ritroviamo su una stretta dorsale dove il sentiero ghiaioso e pietroso culmina su una selletta ombrosa .



Da qui proseguiamo fino al Passo Sabbione poco distante e continuiamo la nostra salita passando per una posta di caccia per poi collegandoci con una strada sterrata che sale dal Dosso delle Mede . Anche questa strada parte dai Prati di Caregno facendo però un giro molto ampio e non conveniente per noi.



Proseguiamo sul versante ovest sotto il Monte Stalletti attraverso la sterrata a tratti inerbita che porta verso la malga Stalletti Bassi. Continuamo a salire portandoci sotto l’altra malga (Stalletti Alti), la raggiriamo portandoci alla confluenza col sentiero che sale da Malga Pontogna, un altro itinerario che, partendo da Pezzoro , si ricongiunge all’attuale attraverso il Ratù (ripida salita), utilizzato anche per la salita di ciaspolatori e scialpinisti nel periodo invernale. quando la neve abbonda sul pendio rivolto principalmente a nord .



Da questo valico già si vede il Monumento al Redentore in lontananza brillare al sole, ma ci resta ancora un’ oretta per raggiungerlo.

Continuiamo la salita su sentiero ben individuabile e col fondo abbastanza compatto, superiamo alcuni steccati che delimitano l’alpeggio e giunti quasi sotto il monumento tagliamo a destra percorrendo quasi in piano il pendio del vallone sottostante, infine risaliamo lungo la dorsale est fino ad incrociare il sentiero che sale dal rifugio Almici . In breve raggiungiamo la colma del Monte Guglielmo dove è ubicato il monumento al Redentore.



La struttura del monumento riserva lateralmente un locale,questo luogo è adibito a bivacco dove ripararsi in caso di maltempo.
Dalla sommità si può spaziare sulle montagne circostanti con vista a 360°, molto remunerativo è il paesaggio che domina l’intero lago: dalle torbiere d’Iseo poste a sud fino a dove il fiume Oglio si immette a nord.


Facciamo due passi lungo la dorsale che separa il versante sebino da quello triumplino fino al punto panoramico in cui è allestito una rosa dei venti con indicazioni delle cime principali, sotto di noi sul versante del lago sono ubicate altre malghe con relativi alpeggi (Malga Guglielmo sotto e Malga Guglielmo Sopra) ormai vuote perchè il bestiame ha già effettuato la transumanza . Più in basso possiamo osservare la montuosa isola che emerge dal lago: si tratta di Montisola , la perla del sebino, che venne collegata alla terraferma dalla passerella galleggiante di Christo nel 2016.

Escursionisti si distendono sul prato antistante la struttura per godere ancora del tiepido calore del sole, in questa stagione ormai avanzata, prima di scendere a valle. Noi ridiscendiamo per lo stesso itinerario di salita; chi lo desidera, giunto a Malga Stalletti Alti può proseguire ad anello passando dal Rifugio Valtrompia e rientrare a Caregno con un ora in più di cammino.

Ripresa la discesa, raggiungiamo il Passo Sabbione e scendiamo con attenzione il sentiero ghiaioso fino alla pineta, dove il fondo è più stabile. La cementata finale ci riporta nei pressi dell’agriturismo “La Valle” , dove ci fermiamo persorseggiare una fresca birra.



Tra il locale e il parcheggio si trova un recinto con alcuni esemplari di daino, nutriti con pane secco portato dal proprietario. Meriterebbero davvero di essere incontrati nel loro ambiente naturale. Gratificati della bella giornata passata ci accingiamo a raggiungere le auto nel parcheggio sottostante.

Per una scheda tecnica più approfondita del percorso qui il link

Chi siamo?
Alfredo ed Elena, appassionati delle montagne bresciane
Cosa facciamo?
“Oltre a praticarle, selezioniamo e proponiamo itinerari escursionistici, classici e inediti, per valorizzarne il territorio e promuoverne una fruizione consapevole.”
